Il Pendolo di Cat Woman

In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di bella promessa a quella di solito stronzo. Soltanto a pochi fortunati l’età concede poi di accedere alla dignità di venerato maestro
mercoledì, luglio 22, 2009

Addio Spray. New York avvia crociata contro graffiti e murales

 

C’era una volta la Grande Mela colorata di graffiti e murales, sui vagoni dei treni, nei tunnel del metrò, sui muri del Bronx e nella esclusiva Manhattan. Un marchio distintivo, un segno dei tempi. Mai i tempi cambiano e New York, a quanto pare, ha deciso di avviare una vera e propria crociata contro i writers, gli artisti ribelli. La società del metrò, la New York City Transit, ha deciso di sguinzagliare per le sue 468 stazioni una pattuglia di detective e ispettori in pensione per scongiurare, almeno quest’anno, l’esborso di cifre da capogiro: lo scorso anno la società ha infatti speso 125 mila dollari per rimuovere i graffiti e nel 2007 ben 350 mila. Scomparsi i “grandi” dello spray come Basquiat e Haring, sembra che l’arte del disegno sui muri sia destinata a vita sempre più dura. E questo nonostante Shepard Fairey, asceso alle cronache per il ritratto stile graffito di Obama, oggi è appeso alla National Portrait Gallery di Washington. Eppure, a 39 anni, come è accaduto a tanti altri suoi colleghi, tipo Dash Snow e Danille Bremmer, è spesso inseguito dalla polizia di mezza America. E in Italia? Se a Bologna ci pensano le ronde a tenere d’occhio gli assalti dei writers ma nello stesso tempo si mettono a disposizione spazi appositi per gli artisti dello spray, a Milano è stata scelta la linea dura: multe, obbligo di ripulire e gogna mediatica. L’ordinanza meneghina anti degrado prevede sanzioni da 500 euro per chi viene scoperto a imbrattare i muri. Eppure l’estro creativo dei writers può dar vita a originali aperture. Davide Eron Salvadei, il writers premiato da Terna per l’opera "Untitled”, attualmente è impegnato nella progettazione di un "affresco" per l'interno della chiesa di San Martino a Riserba, ed il comune di Rimini gli ha commissionato un'opera pubblica di 250 metri quadri per valorizzare la zona portuale della città. Le ventuno tavole preparatorie che Eron ha realizzato per l’enorme opera sono state infine richieste dal Museo civico della città che dedicherà uno spazio ai lavori dell’artista. Per una decina d’anni, dal 1988 al ’98, l’artista armato di bomboletta spray ha “dipinto” i muri di Rimini, la sua città, e dintorni. Poi ha deciso di cimentarsi con la tela, pur mantenendo la tecnica dei writer. “Non si tratta di una cultura d’importazione. Anche la nostra – spiega - è una forma d’arte autentica e pura, nata dall’esigenza di esprimersi e affermarsi in modo creativo in una società che spesso emargina e discrimina le minoranze. In fondo è successo così anche col jazz, ora promosso al rango di genere musicale raffinato e colto”. Forse la verità sta nel mezzo e come dice Shepard Fairey, costretto a pagare 2 mila euro di multa e lavoro forzato di pulizia dei graffiti: “Ragazzi, l’arte è arte, ma la proprietà resta privata e si rispetta”.

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mercoledì, luglio 22, 2009

Il re dei calzini bianchi

Michael Jackson rimarrà nella storia del pop, indimenticabile e inimitabile, ma credo a molti sia sfuggito qualcosa: è stato anche l'unico uomo sulla faccia della terra a sembare "cool" pur indossando un paio di calzini bianchi. Grande in tutto! Ciao Jacko. Riposa in pace.

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giovedì, aprile 16, 2009

HELLO KITTY SI UBRIACA AL VINITALY

Un trademark molto forte che genera un fatturato di miliardi di dollari attraverso un merchandising variegato che va da biglietti di buon compleanno ai videogiochi, dai gioielli agli abiti, dai cartoons alle biciclette, dai libri agli accessori per la casa. E’ il mondo di Hello Kitty, la gattina bianca tra i più noti personaggi dell'azienda giapponese Sanrio. Creata nel 1974 a Tokyo, Hello Kitty rappresenta un fenomeno di costume che riguarda non solo le ragazzine, ma anche donne adulte e oggi ha un motivo in più per conquistare l’attenzione dei media e del pubblico. Camomilla S.p.A. azienda milanese leader nel campo degli accessori e già distributore ufficiale di Hello Kitty, ha deciso infatti di lanciare l’idea di abbinare un'icona di tenerezza e glamour di fama mondiale con il simbolo più acclamato del Made in Italy: il vino. Si chiamano Kitty Angel e Kitty Devil, rispettivamente Pinot Nero DOC dell’Oltrepo Pavese, per Kitty Devil, e vinificato in bianco, per Kitty Angel, i prodotti presentati in occasione del Vinitaly di Verona a cui si affiancano le bollicine del Kitty Brut Rosè e dello spumante demi-sec Sweet Pink nell’originale formato da 375ml. Il vino di Hello Kitty è prodotto e distribuito dalla famiglia Torti “Tenimenti Castelrotto” di Pavia.
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