C’era una volta la Grande Mela colorata di graffiti e murales, sui vagoni dei treni, nei tunnel del metrò, sui muri del Bronx e nella esclusiva Manhattan. Un marchio distintivo, un segno dei tempi. Mai i tempi cambiano e New York, a quanto pare, ha deciso di avviare una vera e propria crociata contro i writers, gli artisti ribelli. La società del metrò, la New York City Transit, ha deciso di sguinzagliare per le sue 468 stazioni una pattuglia di detective e ispettori in pensione per scongiurare, almeno quest’anno, l’esborso di cifre da capogiro: lo scorso anno la società ha infatti speso 125 mila dollari per rimuovere i graffiti e nel 2007 ben 350 mila. Scomparsi i “grandi” dello spray come Basquiat e Haring, sembra che l’arte del disegno sui muri sia destinata a vita sempre più dura. E questo nonostante Shepard Fairey, asceso alle cronache per il ritratto stile graffito di Obama, oggi è appeso alla National Portrait Gallery di Washington. Eppure, a 39 anni, come è accaduto a tanti altri suoi colleghi, tipo Dash Snow e Danille Bremmer, è spesso inseguito dalla polizia di mezza America. E in Italia? Se a Bologna ci pensano le ronde a tenere d’occhio gli assalti dei writers ma nello stesso tempo si mettono a disposizione spazi appositi per gli artisti dello spray, a Milano è stata scelta la linea dura: multe, obbligo di ripulire e gogna mediatica. L’ordinanza meneghina anti degrado prevede sanzioni da 500 euro per chi viene scoperto a imbrattare i muri. Eppure l’estro creativo dei writers può dar vita a originali aperture. Davide Eron Salvadei, il writers premiato da Terna per l’opera "Untitled”, attualmente è impegnato nella progettazione di un "affresco" per l'interno della chiesa di San Martino a Riserba, ed il comune di Rimini gli ha commissionato un'opera pubblica di 250 metri quadri per valorizzare la zona portuale della città. Le ventuno tavole preparatorie che Eron ha realizzato per l’enorme opera sono state infine richieste dal Museo civico della città che dedicherà uno spazio ai lavori dell’artista. Per una decina d’anni, dal 1988 al ’98, l’artista armato di bomboletta spray ha “dipinto” i muri di Rimini, la sua città, e dintorni. Poi ha deciso di cimentarsi con la tela, pur mantenendo la tecnica dei writer. “Non si tratta di una cultura d’importazione. Anche la nostra – spiega - è una forma d’arte autentica e pura, nata dall’esigenza di esprimersi e affermarsi in modo creativo in una società che spesso emargina e discrimina le minoranze. In fondo è successo così anche col jazz, ora promosso al rango di genere musicale raffinato e colto”. Forse la verità sta nel mezzo e come dice Shepard Fairey, costretto a pagare 2 mila euro di multa e lavoro forzato di pulizia dei graffiti: “Ragazzi, l’arte è arte, ma la proprietà resta privata e si rispetta”.
Michael Jackson rimarrà nella storia del pop, indimenticabile e inimitabile, ma credo a molti sia sfuggito qualcosa: è stato anche l'unico uomo sulla faccia della terra a sembare "cool" pur indossando un paio di calzini bianchi. Grande in tutto! Ciao Jacko. Riposa in pace.

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