Il Pendolo di Cat Woman

In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di bella promessa a quella di solito stronzo. Soltanto a pochi fortunati l’età concede poi di accedere alla dignità di venerato maestro
giovedì, aprile 16, 2009

HELLO KITTY SI UBRIACA AL VINITALY

Un trademark molto forte che genera un fatturato di miliardi di dollari attraverso un merchandising variegato che va da biglietti di buon compleanno ai videogiochi, dai gioielli agli abiti, dai cartoons alle biciclette, dai libri agli accessori per la casa. E’ il mondo di Hello Kitty, la gattina bianca tra i più noti personaggi dell'azienda giapponese Sanrio. Creata nel 1974 a Tokyo, Hello Kitty rappresenta un fenomeno di costume che riguarda non solo le ragazzine, ma anche donne adulte e oggi ha un motivo in più per conquistare l’attenzione dei media e del pubblico. Camomilla S.p.A. azienda milanese leader nel campo degli accessori e già distributore ufficiale di Hello Kitty, ha deciso infatti di lanciare l’idea di abbinare un'icona di tenerezza e glamour di fama mondiale con il simbolo più acclamato del Made in Italy: il vino. Si chiamano Kitty Angel e Kitty Devil, rispettivamente Pinot Nero DOC dell’Oltrepo Pavese, per Kitty Devil, e vinificato in bianco, per Kitty Angel, i prodotti presentati in occasione del Vinitaly di Verona a cui si affiancano le bollicine del Kitty Brut Rosè e dello spumante demi-sec Sweet Pink nell’originale formato da 375ml. Il vino di Hello Kitty è prodotto e distribuito dalla famiglia Torti “Tenimenti Castelrotto” di Pavia.
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martedì, febbraio 17, 2009

La rivincita

La piazza era piena. Anche se era ormai l'una di notte passata e veniva già qualche goccia, marciapiedi e asfalto erano ormai indistinguibili per quanta gente camminava. Arrivato sulla piazza mi dirigo subito a un angolo e mi fermo. Sguardo fisso avanti, occhi socchiusi per il vento. "lo faccio, si lo devo fare..." mi dico con un po' di amarezza e senso di colpa. Pensavo al giorno dopo, che di sicuro l'avrei rovinato, me lo sarei giocato con una cazzata del genere. Ma soprattutto, cosa mi sarei giocato con quella mossa. "Lascia stare, vai avanti e non ci pensare... come dicono qui "go with the flow". Giro lo sguardo in direzione di Trafalgar, con 5 minuti potevo essere già alla fermata dell'autobus che mi lascia sotto casa: 15 minuti in totale e la mia guancia sarebbe stata sul cuscino. "E se poi non ci riesco, magari non capisco, e se i conti non tornano..." mi chiedo stringendomi dal freddo. L'ultima volta che ci eravamo lasciati, mi ero fatto pena, sembravo proprio un disperato. Ma stavolta no, non lo sarò. Gli dico quello che devo dirgli, gli faccio capire le cose come stanno e anzi, gli chiedo anche di più, per fargli capire che oggi le cose sono cambiate. "Eccolo lì, lo vedo, è lo stesso dell'altra volta". A passo veloce inizio a camminare tra la gente e attraverso la piazza in mezzo secondo, un'eternità. "Basta, ora non posso tornare indietro, mi stanno già vedendo". Metto la mano in tasca e mi dico "vai tranquillo, stavolta non sbagli". E così arrivo lì davanti: "ciao - gli faccio con la faccia fiera - un panino con il bacon e tutte le verdure, mi metti doppia dose della salsa ai ceci", e tiro fuori 20 sterline. Stavolta i venti centesimi di mancia ai ragazzi dei panini li lascio io.
L'inviato da Londra, Luca DG

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giovedì, novembre 13, 2008

L'ultimo rebus

 Ti ha consumato un nemico invisibile difficile da combattere: te stesso. Anni e giorni sempre uguali, riscaldati dal rancore di una vita che poteva essere e non è stata. Volevi afferrare il vento rimanendo solo con i tuoi fantasmi ma il vento ha afferrato te, incagliandoti nella rabbiosa consuetudine di chi crede di aver perso tutto al gioco. Parole di carta hanno costruito un muro tra te e noi. Se solo avessi guardato te stesso con i nostri occhi, avresti visto l’eleganza sempreverde di chi apprezza la sobrietà, il sarcasmo misurato di un’intelligenza vivace, la cultura proteiforme di chi è avido di afferrare una vita che sente perennemente sfuggire tra le dita, la lucida capacità d’analisi e sintesi che solo l’amarezza di un passato non cicatrizzato è capace di donare, il senso pratico di chi è abituato a trattare col mondo. Hai continuato a contare i semi sparsi attorno a te. Chissà se ti sei accorto anche di quei piccoli frutti maturati lungo la via. Settimana dopo settimana, anno dopo anno, tentavi disperatamente di sciogliere quel rebus chiamato vita. E così il Drago che avresti dovuto abbattere ti si è rivoltato contro divorandoti all’istante. Se solo avessi guardato te stesso con i nostri occhi…


PS: Soluzione trovata, Giorgio?

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